day 2 – penisola di SnÆfellsness, vesturlanð (terre dell’ovest)

Secondo giorno, domenica 23 ottobre.
Nonostante la meteo avversa (cielo grigio e qualche rovescio passeggero), si parte di buon’ora verso Londragar, dove abbiamo deciso di fotografare l’alba. Un’alba molto spenta tuttavia, ma grazie alla maestosità del luogo è comunque stato un piacere scattare.

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Fattosi giorno, cambiamo la nostra destinazione per l’incantata chiesa di Búðir, uno degli edifici simbolo di tutta la nazione.
Di semplicissima costruzione e praticamente privo di elementi decorativi esterni, l’edificio è di rivestito da assi di legno nere, come se si volesse riprendere il colore della roccia lavica presente in loco.

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Ma se, vedendo questo elemento architettonico, quasi si perde la consapevolezza di quanto questo territorio sia selvaggio, basta semplicemente voltarsi. Infatti il paesaggio, nello spazio che circonda la chiesa, si estende a perdita d’occhio, contraddistinto solamente da una serie di grosse lastre laviche di forma arrotondata separate da fratture piuttosto profonde, che pian piano vengono ricoperte da detriti piroclastici, dalle forme molto più aguzze e affilate. Questa conformazione è dovuta alle eruzioni del vulcano Snæfell, noto per aver dato ispirazione a Jules Verne per la sua opera Viaggio al Centro della Terra.

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Finita l’esplorazione di questo magico luogo, sempre in balia del tempo (che non accennava minimamente a migliorare), decidiamo di optare per Arnarstapi, un villaggio situato sulla parte meridionale della Penisola di Snæfellsness. Qui, dopo mesi di lunga attesa, ho potuto finalmente realizzare uno degli scatti che mi ponevo come obiettivo per il viaggio: la casetta bianca ai piedi del Monte Stapafell che, con il suo eccezionale minimalismo, ha suscitato in me un enorme fascino.

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Ma Arnarstapi è famosa soprattutto per la sua costiera, composta da pilastri di roccia nerissima dalle forme molto precise, come se fossero state modellate da abili scalpellini. Nonostante l’imponente struttura il mare è comunque riuscito a far breccia nella muraglia, aprendosi la strada verso l’interno. Qui si trova infatti un gran numero di anfratti e di archi.

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Finita questa sessione, ci si trasferisce di nuovo a Kirkjufell, nella speranza di un bel tramonto. Tuttavia la copertura nuvolosa si mantiene compatta, e traspare da qualche piccola apertura una magica luce rosata. Ma come per la sera precedente, il luogo riesce a regalare inquadrature decisamente suggestive anche con delle condizioni atmosferiche difficili.

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Quindi è ora il momento di spostarsi a Grundafjorður, un piccolo abitato di pescatori a qualche minuto di strada dal picco.
La serata trascorre nel tentativo di fotografare l’aurora boreale, ma un’incessante pioggia ci costringe ad attendere in macchina. Dopo una logorante attesa, ripieghiamo alla base.