day 4 – il giorno delle cascate: da geysir a vík (suðerland, terre del sud)

Quarto giorno, martedì 25 ottobre.

La sveglia non è delle migliori. Il tempo non è ancora dalla nostra parte.
La giornata inizia con la visita al Geysir, il famoso getto di acqua dovuto al calore geotermico presente nel sottosuolo. Le foto escono con poco entusiasmo, anche a causa della poco fotogenica luce piatta conferita al paesaggio dalla copertura nuvolosa.

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La tappa successiva è la Bruarfoss, una delle molte famose cascate dell’Islanda. Essa è di difficile accesso, infatti per raggiungerla è necessario farsi largo fra la bassa vegetazione della steppa seguendo uno stretto sentiero. Però la fatica viene ripagata dal suo colore, uno stupendo blu, che stacca in maniera netta dall’ambiente circostante.

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La nostra strada va ora a Sud, verso la costa, con meta la Seljalandsfoss e la Skógafoss. Purtroppo le condizioni meteo avverse (era in atto una vera e propria tempesta di pioggia e vento) non ci hanno permesso di visitare la prima, costringendoci a passare oltre.
Ma l’amarezza di non aver potuto ammirare quella cascata è stata spazzata via dalla maestosità e dall’imponenza della Skógafoss, un vero e proprio muraglione d’acqua, che ci ha lasciati a bocca aperta fin dal parcheggio.

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Proprio a Skógafoss ho realizzato alcuni dei migliori scatti dell’intero viaggio. Vi vorrei raccontare di come sono riuscito a farli.
Il mio primo approccio è stato quello di evitare, nei limiti del possibile, la classica “foto cartolina”, cercando in ogni angolo nuovi spunti. Avvicinandomi, con occhio attento, alla cascata mi si è presentata davanti una semplice pozzanghera (strano, direte voi, trovarla accanto a un fiume!) che ha catturato subito il mio interesse. Ricordandomi la trovata di Búðir (cfr. DAY 2), ho inizialmente cercato delle geometrie con dei ciottoli, ma la cosa non mi soddisfaceva. Allora ho ammucchiato delle rocce con alcuni equilibrismi, come in un video di un artista giapponese esperto in questa pratica (che mi era capitato di vedere qualche mese prima). Tuttavia, non si fa in tempo a pensare ai giapponesi che me ne spunta davanti un bel gruppetto. Erano moglie e marito (in abiti nuziali) con fotografo e assistenti annessi. “Fantastico” mi è venuto da pensare, ma mentre facevo qualche prova iniziavo ad associare la mia pila di sassolini alla figura umana, ed essendoci due sposi proprio lì di fronte mi sono detto “Perchè non fare un altro mucchio e ricreare un ulteriore matrimonio, ma questa volta fra delle pietre?”. È in questo modo che è nata questa foto, che è in assoluto una delle mie preferite e che ho intitolato “Fotografie di matrimonio”.

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Liberatasi finalmente la scena (o almeno si fa per dire), il mio sguardo si è spostato prevalentemente sulla cascata, cercando di trasformare i miei due mucchietti in una porta o in una finestra. Ed ecco che è nata quest’altra foto.

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Terminati questi complessi processi mentali (che tutt’ora non mi spiego 😄), siamo ripartiti alla volta di Dyrhólaey. Contro il promontorio imperversava una forte burrasca, con l’Oceano che si buttava e aggrappava alla scogliera. Purtroppo l’ennesimo rovescio ha influito sul mio morale, facendomi scattare qualche fotografia poco ragionata. In ogni caso qualcosa di interessante è stato portato a casa.

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Un’altra giornata finisce così, con condizioni atmosferiche deludenti e un’aurora che non si lascia intravedere, se non in fugaci attimi.
Ma un filo di speranza rimane ancora, con le previsioni che preannunciano un lieve miglioramento per i giorni successivi nella parte Sud – Orientale, dove siamo diretti.