DAY 9 – La via del ritorno: keflavík – malpensa (via copenhagen)

Nono giorno. Ci si sveglia prestissimo, circa alle 3.30, per intraprendere il viaggio di ritorno. La nostalgia di quei luoghi si era già presentata un paio di giorni prima della partenza quando, nonostante fossimo ancora nel bel mezzo del viaggio, si iniziava già a prendere la consapevolezza che tutto prima o poi sarebbe terminato.

Quindi ci imbarchiamo e voliamo verso Copenhagen, in cui trascorriamo la giornata a caccia di qualche inquadratura originale.
Atterrati, depositati i bagagli e presa la metropolitana, scendiamo alla fermata di Kongens Nytorv. La città appare subito molto bella, nonostante i lavori in corso nella piazza. Girato l’angolo e imboccato uno dei classici canali della capitale danese, incontriamo un edificio piuttosto particolare, ricoperto di stracci. In un secondo momento scopro essere il Det Kongelige Danske Kunstakademi, ovvero la Reale Accademia di Belle Arti della Danimarca. Ancora non mi è chiaro il motivo della mascheratura del complesso; probabilmente una protesta o un’opera d’arte (sicuramente di difficile comprensione).

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Il colore delle case è veramente caratteristico. Mai mi sarei aspettato tanti colori in una città Nord – Europea (valutando che è la prima volta nella mia vita che mi spingo più a settentrione di Sankt Moritz). Le cose che più mi hanno colpito della città sono l’urbanistica e l’organizzazione territoriale, molto precise e ordinate, ma anche l’accostamento armonioso (il più delle volte) fra diversi stili. È sicuramente un ottimo luogo dal quale prendere spunti da riportare in Italia.

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Un’altra cosa che mi ha impressionato è la quantità di attività all’aria aperta che si possono fare qui (ma mai come a Lecco, considerata la predisposizione della morfologia). Ho incontrato moltissima gente che pratica gli sport più disparati: dalla semplice camminata alla canoa fra le vie d’acqua.

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Sentendo già la forte mancanza dei monti (e seguendo il suggerimento di Marco), decidiamo di arrampicarci sul campanile della Vor Frelsers Kirke, dal quale si gode una vista a 360° sull’intera città. Il sincronismo con il tramonto è stato perfetto. Tuttavia anche la scelta del giorno è stata ottimale: non sono molti, nel corso dell’anno, i momenti in cui si può assistere a scene simili (valutando gli orari di apertura non sempre compatibili con gli attimi di luce migliore e il clima medio della città, che è di nebbia e pioggia).

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Ma non tutti gli edifici sono colorati. La dominante è ancora quella dei colori neutri, che con grande eleganza decorano la città.

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Avendo ancora un pochino di tempo per l’ora blu, corriamo di nuovo al canale che abbiamo incontrato non appena scesi dalla metro: il Nyhavn. Ma lungo la strada ci accorgiamo di una “sfiammeggiata” del tramonto alle nostre spalle. Una luce rossa come il sangue illumina le nuvole. Vietato non fotografarla.

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Esauritosi il tempo a nostra disposizione, ritorniamo in fretta verso l’aeroporto. Il volo non aspetta i ritardatari!

Si conclude con questa magnifica giornata il mio viaggio in Islanda (e anche in Danimarca si può dire!), che mi ha fatto imparare tanto sia a livello fotografico, che culturale, ma che mi ha anche fatto conoscere un sacco di persone fantastiche, che mi hanno accompagnato nell’avventura.

Islanda, ritornerò.