Avendo trascorso la mattinata dell’Epifania a studiare, ho deciso di staccare per qualche oretta facendo un giro al Monte Barro. Non essendomi ancora accorto dell’incendio, stavo già pensando alle foto che avrei realizzato al tramonto, essendo la visibilità decisamente ottimale grazie al forte vento di Föhn che aveva imperversato fino al giorno prima.
Lungo il tragitto, di colpo vedo spuntare fra le sagome degli edifici del centro di Lecco un Bombardier 415, intento ad abbassarsi di quota per pescare acqua dal Lago di Garlate. Rimasto per un attimo combattuto, mi guardo intorno e vedo un gran fumo levarsi dal Monte Due Mani, che si dirige verso meridione ancora sospinto in quota dalle correnti secche da Nord. Quindi rielaboro i miei piani (come il 90% delle volte, del resto, non ho mai una meta precisa) e decido di puntare per un punto che mi garantisca una libera visuale della situazione. Quindi da paesaggista, tutto a un tratto mi trasformo in reporter. 😄

L’incendio si presenta fin da subito molto esteso. Al primo Canadair se ne affianca un altro, e insieme fanno la spola da Garlate per tentare di arginare il rogo.


Tuttavia la luce cala rapidamente, essendo ormai tardo pomeriggio. Di conseguenza il supporto aereo viene meno e il compito più arduo spetta alle squadre di terra, già al lavoro dalla mattina.

La situazione, purtroppo, degenera rapidamente. Le fiamme si estendono in maniera preoccupante lungo il versante di Ballabio.



L’indomani mi sveglio di buon’ora e corro ai Piani Resinelli, con l’intento di capire meglio l’evoluzione della situazione. La scena è devastante, le fiamme si sono propagate a dismisura.
Per fortuna, con le prime luci del giorno, sono ritornati anche i Bombardier che, con qualche efficace viaggio, sono riusciti a riportare sotto controllo l’estensione delle fiamme.




Infine, dopo una giornata di duro lavoro, sia per le forze aeree che di terra, le fiamme sono state definitivamente estinte.
La conta dei danni è stata piuttosto importante, con un calcolo di circa 200 ettari andati in fumo. Fortunatamente le infrastrutture presenti in loco (linee elettriche, bivacchi, etc.) non hanno subito danni.