È la metà di luglio. Sto controllando previsioni meteo e fasi lunari da quasi due mesi, ma non sono ancora riuscito a scattare la foto che ho in mente (da ormai qualche anno) alla via lattea. Tuttavia controllando le previsioni dovrebbe esserci una finestra favorevole per la notte del 16 luglio.

Quel giorno era una domenica, e dopo una fase ventosa le condizioni meteo erano praticamente perfette. Verso le 19 mi metto al volante in direzione Nord. Avevo un paio di alternative, per quando sarei arrivato a Chiavenna, ma vedendo la foschia che era risalita durante il pomeriggio dalla pianura ho valutato di mantenere la mia prima scelta, più sicura, del Maloja.
Quindi imbocco la Val Bregaglia e risalgo verso il Passo.
Passando dal ponte di Bondo do un’occhiata al gruppo del Badile, come in segno di saluto. Chi mai si sarebbe aspettato una frana delle dimensioni di quella di circa un mese più tardi, del 23 agosto?
Intorno alle 21 giungo finalmente a destinazione. Le ultime luci dell’ora blu rischiarano ancora il cielo. “Tempismo perfetto!” mi dico.

Mi dirigo alla prima location fotografica che avevo accuratamente pianificato nelle settimane precedenti: il Plan di Zoch. Come da copione, verso le 22 inizia a illuminarsi la via lattea a mezzogiorno, proprio al di sopra della Valle del Forno. Imposto il timer, mi posiziono sopra un sasso et voilà. Dopo lunghi mesi vedo finalmente materializzata la mia idea!
Plan di Zoch

Ma non è finita qui. Verso le 23 decido di cambiare postazione, visto che a mezzanotte e mezza sarebbe sorta la luna e quindi la galassia avrebbe perso contrasto nel cielo. Scendo quindi il pendio attraversando i bellissimi boschi di larici che si sviluppano sulle pendici delle montagne Engadinesi, incontrando anche qualche capriolo.
Salgo in macchina e mi dirigo verso Plaun da Lej, ma noto subito che l’orientamento non è quello che cercavo. Tento in un altro punto, ma il terreno per raggiungere il lago è troppo scosceso. Quasi perse le speranze per la mia foto, trovo finalmente la posizione giusta. Non potevo desiderare di meglio, la via lattea era allineata proprio sopra il Piz da la Margna e sopra Isola, e sull’acqua non c’era la minima increspatura. Un’altra condizione che ho desiderato per mesi!
Piz da la Margna

Piz da la Margna

Ritenendomi già ampiamente soddisfatto, ritorno in auto ma, prima di abbandonare questo paradiso per ritornare verso casa, decido di fare un giro a Sils Maria e Silvaplana. È circa la mezzanotte e, cambiata già la direzione, mi dirigo nuovamente verso Maloja. Transitando da Sils noto la chiesetta sulla riva dell’Inn e penso fra me e me “Ah guarda! Qui dove si fermano di solito a far le foto!”. Mi ci è voluto un attimo, data l’ora, per realizzare che avrei potuto realizzare anche lì uno scatto interessante.
Allora mi fermo e guardando al cielo tento di distinguere, fra le luci dei lampioni del paese, il mio soggetto. Lo trovo e con molto piacere osservo che, grazie al mio spostamento, è ancora in perfetto allineamento con gli elementi del paesaggio. Rischiando qualche tuffo nel piccolo fiume (per tentare di comporre e illuminare correttamente), porto a casa un’altra immagine che asseconda le mie idee.
Sils

E con queste foto, decisamente contento, riprendo la strada di casa. Tuttavia, quando ci si allontana da luoghi così belli e così incantati, l’amaro in bocca rimane sempre.

 

Per altre avventure fotografiche come questa seguitemi su Instagram!