I giorni trascorsi nell’isola di Senja, durante il viaggio in Norvegia, sono stati a dir poco incredibili; fra un fiordo e l’altro ho scoperto luoghi tanto selvaggi quanto meravigliosi. Tuttavia la “wilderness” norvegese, rispetto a quella islandese, è abbastanza diversa. Non di rado, infatti, alla base di verticalissimi picchi, si possono trovare piccoli insediamenti di pescatori, che decorano il paesaggio quasi come in un presepe.
Ma questo luogo non mi ha impressionato solo per i panorami: il pezzo forte è stata anche l’aurora boreale che, durante la sera del 24 ottobre 2017, ha raggiunto un’intensità piuttosto elevata, grazie a una tempesta solare di grado Kp 7.

Ritorniamo a quel giorno. Sono le 16 circa e il sole sta tramontando. Per l’occasione ci siamo posizionati in prossimità di un tornante sulla strada che conduce ad Husøy, un suggestivo villaggio posto su un’isoletta al centro dell’Øyfjorden. Mentre catturavamo le ultime luci del giorno ho avuto modo di scambiare anche qualche parola con alcuni “local”, intenti a fare un po’ di attività fisica prima di cena. “Hi! What are you doing here? Are you taking pictures?” – “Yes, I’m here to take the sunset and maybe also some northern lights! Tonight the forecasts say that it should be good!” – “Great! That’s good! – con espressione amichevole – But I must say that I don’t think that this evening will be so good. There have been better days for the Aurora…”. E dopo questa uscita il simpatico norvegese si è congedato, continuando nella sua corsa. Un po’ contrariato dalle sue parole (strano, le previsioni danno un Kp altissimo e lui dice di aver visto serate migliori per l’Aurora) mi rimetto a scattare, nella luce che ormai stava svanendo per lasciare spazio alla lunga notte boreale. Non molto dopo, in piena ora blu e quindi con qualche rimasuglio di luce (non si vedevano ancora tutte le stelle), ecco che spunta nel cielo un’evidentissima striscia che lo attraversa in tutta la sua lunghezza. Eccola!

Uno dei primi scatti usciti quella sera è questo, e lo vorrei intitolare “Carina, ma il norvegese ha visto situazioni migliori”.

Più diventava buio e più l’Aurora illuminava la volta celeste. Che spettacolo! Prima un grosso serpente sopra il fiordo, poi un vortice in rapido movimento dietro il passo… e ancora una grossa “fumata” dietro la montagna! Tuttavia così come sono apparse, quelle strane luci se ne sono andate.

Quindi senza perdere tempo puntiamo a sud, verso Senjahopen prima e verso Tungeneset (classica postazione fotografica dell’isola) poi.



Nonostante i colori piuttosto interessanti (da notare il raro rosso nella parte più alta), questi luoghi non mi hanno lasciato grosse soddisfazioni. (Ma probabilmente questo mio giudizio è influenzato da quello che sarebbe accaduto poco dopo)

Ripresa la via del ritorno verso la base di Hamn I Senja, optiamo per un’ultima sosta a Bergsbotn, altro famoso punto panoramico della zona. Dopo aver constatato l’assenza di bagliori nel cielo insieme ai miei due compagni di avventura, eccomi pronunciare una frase che tutti e tre ricorderemo a lungo: “Forse ci conviene aspettare ancora una decina di minuti, così, per sicurezza”. Non avendo nessuno nulla da eccepire, ammazziamo il tempo scorrendo le foto della giornata. Dopo un po’ (ormai i 10 minuti erano già stati superati abbondantemente) Stefano guarda nello specchietto e sopra la montagna retrostante nota qualcosa nel cielo. Per poco non ce la perdevamo! È spuntata di colpo un’Aurora incredibile, che si muoveva velocissimamente da una cima all’altra. Uno spettacolo che da solo ha ripagato tutto il viaggio.





Non saprei quantificare per quanto tempo sia durata, so solo che è stato uno dei fenomeni naturali più belli a cui abbia assistito.
Ma ancora una volta, all’improvviso, è cessata, lasciando spazio al solo freddo tremolio delle stelle.

 

 

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